Courmayeur e Ayas firmano la Carta di Amalfi per la creazione di Zone Turistiche Speciali
I sindaci Roberto Rota e Alex Brunod hanno partecipato ad Amalfi il 3 e 4 aprile al summit nazionale "Destinazioni e comunità per un turismo più sostenibile"
Ci sono anche Courmayeur e Ayas tra le città simbolo d’Italia che hanno suggellato un patto per il turismo con la firma della Carta di Amalfi.
I sindaci Roberto Rota e Alex Brunod hanno partecipato ad Amalfi il 3 e 4 aprile al summit nazionale “Destinazioni e comunità per un turismo più sostenibile” organizzato dalle sette perle del turismo italiano Amalfi, Arzachena (Porto Cervo), Capri, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Pinzolo (Madonna di Campiglio) e Polignano a Mare.
Obiettivo del convegno riunire amministratori locali, stakeholders e esponenti delle istituzioni per condividere i migliori modelli di gestione delle destinazioni turistiche e individuare nuovi strumenti, anche normativi, per il governo del territorio e delle comunità residenti.
La Carta di Amalfi
Oltre 25 amministratori altrettante località turistiche italiane hanno partecipato al summit che è poi sfociato nella sottoscrizione della Carta di Amalfi.
Tra le principali proposte i Comuni della neonata rete richiedono:
- Poteri normativi per fronteggiare la gestione dei “picchi” nelle loro località, ovvero l’ottimizzazione degli arrivi di veicoli, treni, imbarcazioni, attraverso forme di concertazione con gli enti locali che tengano conto degli spazi disponibili e delle infrastrutture di ricezione effettivamente esistenti;
- Strumenti per disciplinare l’offerta di posti letto turistici evitandone la concentrazione in zone che dimostrano elevati “indici di turisticità”;
- Maggiore flessibilità nelle assunzioni di personale a tempo determinato – in particolare per il controllo del territori – e più in generale di personale per la gestione degli elevati afflussi – quali ad esempio, personale preposto all’informazione turistica e alla pulizia dei luoghi – oggi agganciate a vincoli anacronistici e assolutamente non rispondenti alle esigenze dei Comuni turistici;
- Maggiore flessibilità nella fiscalità locale per avere leve finanziarie idonee a gestire le esigenze connesse con i significativi flussi turistici.
«Oggi abbiamo lanciato una promessa a quelli che sono gli interlocutori privilegiati, i sindaci, i veri custodi del territorio che ogni giorno lavorano alacremente. La promessa è audire le proposte che nascono dalla Carta di Amalfi e riuscire poi a tradurle e metterle in pratica» dice il presidente 9ª Commissione “Turismo” del Senato Luca De Carlo
«Io credo che questo sia la migliore maniera per gratificare lo straordinario lavoro dei tanti sindaci che vivono sulla propria pelle i problemi, ma che hanno proposte che il governo potrebbe recepire nell’interesse di tutti».
Il sindaco di Courmayeur Roberto Rota ha introdotto la tematica dell’Imu rispetto alle richieste crescenti di residenza in seconde case come abitazione principale, sottolineando che «Il mancato versamento della tassa ha un impatto molto forte sulle casse del Comune. Il punto è la mancanza di chiarezza da parte del legislatore anche a fronte delle ultime indicazioni della Cassazione nel 2023 sulla possibilità che i membri di uno stesso nucleo familiare abbiano residenze in comuni diversi».
Zone Turistiche Speciali
Si è così lanciata la proposta di istituire delle Zone Turistiche Speciali (Zts), caratterizzate da un’affluenza turistica che eccede sistematicamente la capacità ricettiva, infrastrutturale e di ordine pubblico dei territori interessati impattando sull’equilibrio economico, sociale e ambientale locale.
I sindaci dei Comuni situati in queste aree avrebbero così poteri speciali riconosciuti per gestire la circolazione, l’accesso alle zone turistiche e i flussi di pedonali. Potrebbero, ad esempio, limitare l’accesso a certe aree o regolare gli orari di ingresso, con ordinanze motivate e basandosi su dati documentati di pressione turistica.
Come emerso nel corso del summit, si tratta di sfide che coinvolgono comuni con necessità “particolari” distribuiti indifferentemente tra Nord, Sud e Isole, diversi tra loro ma accomunati dalle stesse opportunità e criticità.
Comuni che, a differenza di tutti gli altri, si trovano a dover gestire picchi di presenze sul territorio significativamente superiori al totale della popolazione residente, con considerevoli impatti sulla comunità, sulla tenuta dei servizi pubblici e delle infrastrutture, nonché sulla sicurezza stessa della destinazione.
(e.d.)