Affaire compensi Cva: approvata la risoluzione della maggioranza «per avere più informazioni», ma niente commissione d’inchiesta
Non ci sarà una commissione di inchiesta sull'affaire che ha sconvolto la giornata del consiglio regionale; l'idea comune è comunque quella di fare luce sulla vicenda
Non una commissione d’inchiesta, magari una commissione speciale, sicuramente audizioni delle persone coinvolte e la doverosa acquisizione di informazioni. Questi i contenuti principali della risoluzione presentata in consiglio regionale dalla maggioranza per far calare il sipario, almeno per oggi, sull’affaire compensi di Cva e sullo scontro nato dalla lettera di 16 pagine presentata dall’ex presidente di Finaosta, Nicola Rosset (qui la lettera)
Affaire compensi Cva: approva una risoluzione
Dopo un’intensa giornata di dibattito, il consiglio regionale ha partorito insomma una sorta di topolino, dando l’ok alla risoluzione della maggioranza (19 voti favorevoli e 16 astenuti).
Alt, invece, per quelle presentate da Rassemblement Valdôtain, Pcp e Gruppo Misto (13 favorevoli e 22 astenuti) e da Lega e Gruppo Misto (12 favorevoli e 23 astenuti).
La risoluzione approvata, in particolare, impegna la quarta Commissione consiliare ad approfondire, anche ai sensi dell’articolo 24, comma 1 del Regolamento interno del Consiglio regionale, in particolare le seguenti tematiche:
- Piano industriale attualizzato del Gruppo Cva con il suo piano finanziario e economico; dettaglio dell’indebitamento del Gruppo Cva;
- relazione sull’evoluzione degli ultimi sette anni, mettendo in evidenza il prezzo medio dell’energia, la quantità prodotta dal gruppo Cva e la quantità prodotta da fonti rinnovabili distinti fra idroelettrico, fotovoltaico e eolico;
- relazione sulla realizzazione o sugli acquisti dei nuovi impianti eolici e fotovoltaici, evidenziando impianto per impianto il costo di acquisto del progetto e il costo di realizzazione, ed elenco dettagliato degli impianti non ancora terminati e non entrati in esercizio con l’esplicitazione dei costi sostenuti a fine marzo e da sostenere, mettendo in evidenza le previsioni all’atto dell’acquisto e la loro attualizzazione sia per quanto riguarda le previsioni dei ricavi sia per quanto riguarda i tempi di realizzazione (particolare attenzione dovrà essere dedicata all’acquisizione di Sistema Rinnovabili e a eventuali svalutazioni di progetti o impianti acquistati in condizioni diverse rispetto a quelle attuali, come ad esempio le acquisizioni in Sardegna);
- dettaglio di tutti gli emolumenti fissi e variabili, anche a medio e lungo termine, e dei benefit che sono riconosciuti dal 2022 a tutti gli amministratori e sindaci della Cva Spa e delle sue controllate e partecipate;
- durata e scadenza di tutti gli incarichi attualmente in carica da parte degli amministratori e dei sindaci di Cva Spa e delle sue controllate e partecipate;
- relazione sugli acquisti e gli affitti di immobili da parte di Cva Spa e delle sue partecipate con il dettaglio dei costi di acquisizione, di ristrutturazione sostenuti o da sostenere, degli arredi e di ogni altra spesa accessoria con la specifica delle tipologie di procedura di spesa;
- relazione sugli acquisti di aziende esercenti attività imprenditoriali in Valle d’Aosta indicando le ragioni, le perizie e i prezzi pagati, oltre che eventuali collaborazioni in essere con i soggetti che hanno partecipato alle acquisizioni;
- relazione sulle consulenze e sulle assunzioni, con relativa modalità, effettuate dal 2022 da parte di Cva e delle sue partecipate con l’indicazione del costo azienda individuale ovviamente nel rispetto della privacy;
- relazione su eventuali conflitti di interesse presenti e passati relativi ad amministratori, sindaci e dirigenti del Gruppo CVA spa;
- relazione sulla adeguata organizzazione del gruppo Cva rispetto al numero di partecipate;
Il testo impegna anche la IV commissione ad audire l’ex presidente e l’attuale CdA di Finaosta.
Tutta la documentazione, poi, dovrà essere resa disponibile entro il 30 aprile 2025.
Affaire compensi Cva, il dibattito: la maggioranza
Nella lunga sequela di interventi, la palla è passata subito in mano al capogruppo dell’Uv, Aurelio Marguerettaz, che ha sottolineato subito come sia «nell’interesse di tutti acquisire informazioni».
Per Marguerettaz «sarebbe singolare abbandonarsi a valutazioni meramente economiche senza avere una serie di informazioni sull’azienda – ha esordito -. La nostra risoluzione non vuole calvalcare l’onda della polemica, ma vuole creare le condizioni per avere delle informazioni».
Secondo il capogruppo, tante informazioni dovrebbero essere «già disponibili», per questo non ci sarebbe bisogno «di una commissione d’inchiesta; potremmo istituire una commissione speciale. Mi sembra una decisione di buonsenso, che dà a tutti la possibilità di vedere».
Marguerettaz ha poi aggiunto un aspetto.
«Abbiamo una Cva esclusa dall’applicazione del Testo unico delle società pubbliche e che quindi non è più sottoponibile alla Madia – ha continuato -, ma a cui non è applicabile una certa policy perché non è una società quotata. Il legislatore nazionale ha creato un ibrido».
E ha poi voluto «tranquillizzare. Pare di parlare di una società che sta fallendo – ha concluso -. Ma ha un fatturato di 1,3 miliardi, con utili di circa 200 milioni netti. Certo, negli ultimi anni sono state fatte tante acquisizioni sul rinnovabile e su questo tante informazioni non ci sono. È importante averle e per questo abbiamo fatto domande chiare, a cominciare da quanti sono e quando scadono gli incarichi dei vertici di Cva: sarebbe paradossale che Finaosta cambiasse i vertici, ma questi poi rimanessero in altre società».
L’assessore agli Affari Europei, Luciano Caveri, chiamato in causa insieme a Erik Lavevaz per presunte pressioni su Nicola Rosset, si è detto «dispiaciuto che un tentativo di conciliazione politica si sia risolto in una specie di guerra – ha esclamato -. Speriamo che i chiarimenti che arriveranno nelle prossime settimane possano avere un effetto di serenità su tutta l’assemblea. Speriamo, poi, che un chiarimento personale con Nicola Rosset faccia capire come il nostro fosse un dovere istituzionale per evitare che la burrasca potesse travolgere una società importante come Cva».
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha parlato di «situazioni, in Cva, che hanno scatenato perplessità e incertezze nell’applicazione di normative non troppo facili e non così comuni – ha spiegato -. Servono regole chiare in un contesto non così ben definito: in sede di audizione del collegio sindacale, si noterà come si affrontino particolari che, forse, oggi sono stati quelli scatenanti. La volontà è dirimere situazioni e far sì che la proprietà possa definire bene ruoli e remunerazioni del Gruppo».
Affaire compensi Cva, minoranze all’attacco
«Sono particolarmente lieta che il Consiglio debba affrontare i nodi del rapporto tra Cva, interamente pubblica, e l’amministrazione regionale – ha spiegato Chiara Minelli, vicecapogruppo di Pcp -. Le critiche che spesso abbiamo mosso, ora sono state fatte da Finaosta e ora l’intera vicenda ha un particolare rilievo. Mai c’è stato un confronto sui piani strategici e ora lo conferma anche Rosset. Cva agisce in solitudine e la lettera ha portato uno squarcio di luce; siamo favorevoli a ogni decisione che serva a cambiare rotta».
La capogruppo Erika Guichardaz ha rintuzzato.
«Quando fa comodo chiediamo il “palazzo di vetro”, poi si convocano commissioni secretate – ha tuonato -. La lettera di Nicola Rosset non è un pretesto, ma la conferma di quanto detto e chiesto di affrontare per anni».
Pierluigi Marquis (Forza Italia) ha definito come «gravi le dichiarazioni di Rosset – ha esordito -. Ci vorrebbere delle smentite immediate. La polemica, per fortuna, ha portato a presentare alla società le stesse domande che abbiamo fatto noi negli anni. Ci svegliamo tardi. Crediamo che la costituzione di una commissione d’inchiesta sia l’unica via. Siamo basiti per gli atti di fede che sono stati concessi negli ultimi 2 anni».
Simone Perron (Lega) ha ribadito come sia «necessaria una commissione ad hoc – ha sottolineato -. C’è necessità di fare chiarezza da tempo. Ci è stato impedito di audire il presidente della Cva e ora la IV commissione diventa la sede oppurtuna per approfondire. Ora si chiede l’utilizzo di uno strumento fin qui negato».
Stefano Aggravi, capogruppo di Rassemblement Valdôtain, ha ricordato come sul tavolo ci siano le questioni legate al rinnovo dei vertici e un bando, «che è una cosa non banale e fa legge a sé – ha detto -. Se si mettono in discussione i bandi abbiamo un problema. Durante la discussione del bilancio, ho presentato un emendamento provocatorio per l’applicazione dei codici di autodisciplina, che dovrebbero essere attuati da una società che è come una realtà quotata in borsa».
Aggravi ha poi aggiunto.
«Ci sono problemi governance, monitoraggio, verifica e controllo dei risultati e c’è una banca (Finaosta ndr.) che dovrebbe farlo, ma in questo ginepraio mi pare che abbiamo dei problemi – ha continuato -. Tra controllante e controllata emergono dei rapporti che mettono tutto in discussione. Noi non dobbiamo fare le analisi, ma mi auguro che il Gruppo Cva si dia politiche di remunerazione chiare e, al pari di Finaosta, anche di nomina degli amministratori».
(re.aostanewas.it)