A Genova Convegno Aisg, le nuove frontiere contro il glaucoma
Roma, 3 apr. – Si è svolto a Genova l’ottavo congresso internazionale dell’Associazione Italiana per lo studio del Glaucoma. Questa malattia neurodegenerativa, spesso legata a una elevata pressione dell’occhio, provoca una progressiva riduzione del campo visivo, che se non trattata può portare alla cecità. “È l’ottavo convegno dell’AISG (Associazione Italiana Studio del Glaucoma) – spiega il Prof. Stefano Miglior, Presidente AISG – che raccoglie sempre la partecipazione di esponenti sia del mondo clinico che meno clinico del glaucoma che arrivano da tutto il mondo. Quest’anno a livello delle discussioni scientifiche sono emerse alcune cose molto importanti. Si è parlato molto di terapia medica, oltre a questo anche il discorso dell’approccio neuroprotettivo, quindi un approccio che non consiste nell’abbassare la pressione dell’occhio ma nell’aitare le cellule ganglionari del nervo ottico, quindi il tessuto nervoso, a difendersi meglio dall’insulto legato al glaucoma. E poi si è fatto il punto s quelle che sono le acquisizioni che via via riusciamo a completare sui nuovi trattamenti chirurgici”. Tra i temi centrali del congresso grande attenzione è stata dedicata all’evoluzione delle strategie terapeutiche: “Il glaucoma è una malattia neurodegenerativa – spiega il Prof. Luca Rossetti, Professore Ordinario dell’Università di Milano – cioè comporta la perdita di alcuni elementi nervosi che sono le cellule ganglionari che connettono la retina al cervello. La terapia basata sulla riduzione della pressione intraoculare è molto importante. Però la terapia del futuro sarà verosimilmente quella di proteggere la degenerazione di queste cellule. Quindi di utilizzare dei composti che hanno proprietà neuroprotettive”. Oltre a ridurre la pressione oculare, la ricerca punta su nuove strategie neuroprotettive per rallentarne la progressione. “Le nuove prospettive per la terapia del glaucoma – approfondisce il Prof. Michele Ister, direttore della clinica oculistica H. San Martino di Genova – è la neuroprotezione. Attualmente abbiamo visto che dagli studi pubblicati i pazienti che devono fare una terapia ipotonizzante oculare, cioè abbassare la pressione dell’occhio, per riuscire a rallentare la propria malattia; si è visto che non tutti riescono a rallentare nel modo voluto l’andamento della malattia. Allora da qui nasce l’esigenza di aiutare le cellule del nervo ottico in qualche altro modo. Così nasce la neuroprotezione, esistono diverse molecole che possono essere utilizzate per la neuroprotezione, in particolare negli ultimi anni la vitamina B3 è stata lanciata. Ultimamente inoltre è nata anche l’idea che si possa associare un’altra molecola, la berberina, che potrebbe la vitamina B3 ad essere più attiva all’interno del mitocondrio”. Glaucoma e cataratta colpiscono spesso gli stessi pazienti, rendendo necessario un approccio chirurgico integrato. “Intanto bisogna precisare – spiega il Prof. Luciano Quaranta, direttore del Centro Oculistico Italiano – esiste una coesistenza tra le due patologie, quindi il glaucoma è una patologia del soggetto anziano e anche la cataratta lo è. Molto spesso di conseguenza quando ci dobbiamo approcciare al glaucoma da un punto di vista chirurgico, se è già presente una cataratta dovremo valutare se e quando affrontare le due chirurgie insieme. In questo gli approcci mini invasivi quindi con piccoli device che vengono inseriti all’interno dell’occhio per ridurre la pressione dell’occhio ci permettono di ottenere risultati ottimali”. Il congresso per l’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma, ha quindi confermato i progressi nella ricerca e nelle terapie per questa malattia. Diagnosi precoce, neuroprotezione, e tecniche avanzate permettono di preservare la vista e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
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