Onde elettromagnetiche: no a studi di approfondimento
Le minoranze votano compatte la mozione del consigliere Diego Lucianaz (Gm) mentre si astiene la maggioranza che ribadisce: «le radiofrequenze sono saldamente in mano allo Stato»
Onde elettromagnetiche: no a studi di approfondimento.
Le minoranze – FI, Gm, Lega, Pcp e RV – votano compatte la mozione del consigliere Diego Lucianaz (Gm) mentre si astiene la maggioranza che ribadisce: «le radiofrequenze sono saldamente in mano allo Stato»
L’iniziativa
Nel presentare l’iniziativa Lucianaz ha spiegato: «Non sono stati condotti studi approfonditi sulle ricadute sulla salute delle onde elettromagnetiche, in particolare il 5 G. Ritengo normale che i cittadini siano preoccupati e chiedano chiarimenti. È un argomento che non ha mai coinvolto l’assessorato alla Sanità».
Lucianaz chiede che «i cittadini siano informati tempestivamente su quanto concerne il programma regionale di digitalizzazione», denuncia la pericolosità dei telefonini e si interroga «non vi preoccupate della salute dei giovani che non si staccano quasi mai dai cellulari ?».
La risposta
A rispondere l’assessore all’Innovazione Luciano Caveri: «Siamo di fronte a un repetita iuvant – ha esordito -. Da una parte bisogna informare i cittadini ma dall’altra combattere la disinformazione. Il governo attuale ha aumentato il limite di emissione delle onde a maggior vantaggio dell’efficienza del 5 G. La Regione ha prestato la massima attenzione all’argomento, operando per il buon funzionamento dei servizi ai cittadini nel rispetto della sicurezza e della salute pubblica. La Valle d’Aosta non può emanare una norma di attuazione poiché la materia è solidamente in mano dello Stato.
Il dibattito
Per il capogruppo della Lega Andrea Manfrin «vi è la necessità di fugare alcuni dubbi. Ci sono indubbiamente rischi. In Toscana – dove governa il Pd che si vanta di essere dalla parte della scienza – ha deciso di promuovere uno studio, che secondo noi è una misura minima. La Toscana segue anche una raccomandazione della Commissione europea agli Stati membri invitati ad avviare studi sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana. Non vedo perché non potrebbe farlo la Valle d’Aosta.
Mauro Baccega (FI) ha aggiunto: «È certo un argomento divisivo. Siamo nella media europea dei limiti di emissione ma voteremo a favore perché riteniamo che questo tema vada approfondito».
le repliche
Ribadisce Caveri: «Le radiofrequenze sono saldamente in mano allo Stato. È difficile predicare una cosa in Valle d’Aosta e un’altra a Roma. Prendo atto della distonia ma mi auguro che quanti approveranno la mozione la spediscano poi a chi ha competenze in materia».
Laconico Lucianaz: «Non chiediamo mica la luna ma chiediamo le garanzie previste dalla legge italiana».
(da.ch.)