Aosta: Cattedrale gremita per l’addio al dottor Fabio Persico, «anima limpida, entusiasta, generosa»
Oggi l'ultimo saluto allo stimato chirurgo pediatrico, scomparso sabato dopo essere scivolato per diversi metri in un sentiero
Era gremita la Cattedrale di Aosta per l’ultimo saluto al dottor Fabio Persico, morto sabato pomeriggio scivolando per diversi metri su un sentiero. Più di 600 persone hanno voluto salutare Fabio. Il dottore. L’«anima limpida, entusiasta, generosa», come ha ricordato don Elio Vittaz nell’omelia.
Chirurgo pediatrico in pensione, molto attivo nelle attività della parrocchia e consigliere comunale dal 2005 al 2010, Persico aveva 71 anni.
Cattedrale gremita per l’addio al dottor Fabio Persico
A celebrare la funzione è don Elio Vittaz, parroco di Saint-Christophe, che trattiene l’emozione a fatica. Tanti anni passati uno a fianco all’altro.
Il Dottore, come lo ha più volte chiamato il sacerdote, era infatti in prima linea nelle attività parrocchiali.
«La notizia della disgrazia ci ha lasciato impietriti – ha detto don Vittaz nell’omelia -. Si è creato in noi un vuoto interiore, perché è caduta una colonna portante della sua famiglia e di quella parrocchiale. Si è vissuta una situazione in cui ci pareva sprofondare nell’ignoto. Immediata e sincera è stata la condivisione di sentimenti di consolazione e vicinanza, ma umanamente il blocco psicologico è difficile da superare».
Il rapporto con la fede
Un tassello importante nella vita di Fabio Persico era quello legato alla fede. «Il dottor Persico, semplicemente Fabio, considerava quanto è umano come piattaforma sulla quale innestare la costruzione cristiana – ha ricordato ancora il sacerdote -. La sua stessa professione medica era stata scelta e vissuta come missione nella stima e servizio del grande dono della vita, accolta amorevolmente, curata delicatamente e accompagnata dolcemente. Tale missione esigeva aggiornamento continuo; che in lui diventava approccio alla persona con premura rispettosa e ricca di sensibilità e comprensione. Accompagnava il sofferente a una accettazione attiva della situazione per guidarlo in una crescita di speranza, per una guarigione globale. Fisica, psicologica e spesso anche di fede. La fede in Gesù vivente nell’eucarestia e la devozione filiale alla Madonna sono la luce ai passi di Fabio».
«Fabio donò e ricevette grande gioia nella sua famiglia»
E poi la famiglia. La moglie Francesca, le figlie Chiara, Elena e Michela, i nipoti, compresa la piccola in arrivo.
«Fabio donò e ricevette grande gioia nella sua famiglia – ha evidenzaito don Elio Vittaz -. Dal giorno del matrimonio, 41 anni fa, visse in condivisione totale con Francesca. Gioirono dell’arrivo delle tre figlie, Chiara, Elena e Michela. Vissero insieme la formazione della famiglia nell’amore che diventava donazione costante e dialogo aperto, affettuoso e costruttivo. Impossibile dire come come si abbracciarono della gioia allo sbocciare di ognuno dei 7 nipotini e con quanta impazienza speravano di baciare insieme l’ottavo, che giungerà tra pochi giorni».
Il rapporto con i ragazzi
«Animo entusiasta e generoso, non perdeva occasione per diffondere il profumo di Cristo in ogni situazione – ha ricordato ancora -. Lo sentivamo di famiglia ovunque, il suo grande desiderio ancora cresciuto dopo che era andato in pensione era quello di stare con gli adolescenti, per aiutarli a crescere gioiosi, responsabili e amici tra loro e con Gesù. Sapeva indicare l’origine della gioia e dello sguardo fiducioso verso il futuro in Gesù, che era la sorgente di realizzazione di ogni bene sulla terra».
Negli anni ha preparato tanti ragazzini alla cresima. «Insegnava con le parole, ma ancor più con la testimonianza del suo rapporto vivo con Dio e cordiale con i ragazzi».
Di più. «Era il fratello maggiore che si rivolgeva a loro con il cuore in mano. Era il primo a intuire e prevenire il sorgere di difficoltà nella trasmissione viva del vangelo; andava alla ricerca di sempre nuove modalità per renderla accessibile e comprensibile a tutti. Non vi era possibilità di bene che non avesse sperimentato e condiviso».
Fabio Persico, anima limpida, entusiasta, generosa al massimo»
Un accenno anche al romanzo Christophe – l’Avventura di un pellegrino tra medioevo e rinascimento, recentemente pubblicato.
«Anche il suo romanzo Christophe prendeva a manifesto questo suo delicato accompagnamento a chi ricerca e vive la propria fede», ha sottolineato Vittaz.
La conclusione è affidata a un pensiero personale del parroco: «Il sottoscritto benedice il Signore per aver incontrato Fabio, anima limpida, entusiasta, generosa al massimo».
(t.p.)