Disturbi del comportamento alimentare: il 40% ha meno di 18 anni
A oggi, il Centro per i disturbi del comportamento alimentare coordinato dalla dottoressa Lorella Champrétavy ha 96 utenti in carico. L'11% dei nuovi pazienti ha meno di 14 anni
Disturbi del comportamento alimentare: il 40% ha meno di 18 anni.
4 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari.
Nel 2023, si contano 3.780 morti e sono raddoppiate le diagnosi tra i bambini under 12. Dati che fotografano una nuova emergenza sanitaria.
96 pazienti attualmente in carico
Sono 96 i pazienti attualmente in carico all’ambulatorio per i disturbi del comportamento alimentare, DCA, in verità identificati come DNA, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
Lorella Champrétavy, psicologa e psicoterapeuta e coordinatrice del Centro DCA dell’azienda Usl VdA
Il Centro è stato fondato nel 2001 dal nefrologo e dietologo Pier Eugenio Nebiolo ed è oggi coordinato dalla psicologa e psicoterapeuta Lorella Champrétavy.
«In linea con quanto accade a livello nazionale, anche chez nous i pazienti sono in aumento, con un incremento medio del 35% e un picco nel 2021, post pandemia – spiega la dottoressa Champrétavy -.
54 nuovi utenti al Centro DCA
Nel 2023, sono stati 54 i nuovi utenti del Centro che si sono rivolti a noi e che hanno iniziato un percorso di cura per un disturbo del comportamento alimentare.
Crescono i pazienti e cala l’età di insorgenza
L’11% ha meno di 14 anni
Nel 2023, tra i nuovi utenti presi in carico, il 40% aveva meno di 18 anni e di questi, l’11% aveva un’età inferiore ai 14 anni.
Negli anni precedenti, la media dei pazienti di quell’età era del 7,5%.
I pazienti attualmente in carico
Dei 96 pazienti in carico, il 96,3% è femmina. Di questi, il 34,4% ha una diagnosi di anoressia, il 17,7% di bulimia e il 14,6% di Binge eating disorder.
«Il 33,3% restante ha disturbi del comportamento alimentari con altre specificazioni – precisa Champrétavy -.
In tutti i pazienti si notano alterazioni delle condotte alimentari e una profonda preoccupazione per il peso, il corpo e il rapporto con il cibo; tuttavia, non sono soddisfatti tutti i criteri diagnostici per poter giungere a una diagnosi più specifica.
Per esempio, il caso di una perdita di peso importante, ma che magari partiva da una situazione di sovrappeso e non di sottopeso tale da poter fare riferimento all’anoressia.
Il caso viene comunque preso in carico, proponendo un percorso terapeutico proprio per evitare che il comportamento degeneri in una patologia più grave e conclamata».
L’ambulatorio
All’ambulatorio per i DCA lavorano 4 psicologi con formazione specifica, un medico psichiatra, due dietisti, un consulente medico nutrizionista e un’amministrativa.
«Si tratta di patologie complesse che necessitano un approccio multidisciplinare – puntualizza la coordinatrice del Centro -.
Negli ultimi anni abbiamo cercato di riorganizzare e potenziare i servizi assistenziali per la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, per esempio attravero il servizio di day hospital specifico per i nostri utenti all’interno del dh di Psichiatria.
Abbiamo anche cercato di potenziare e migliorare i ricoveri riabilitativi ospedalieri specialistici nei reparti di Pediatria e Psichiatria, nei casi in cui il paziente non risponda in modo adeguato alla terapia ambulatoriale e abbia bisogno di un livello di cure più elevato».
Così facendo, riduciamo i ricoveri in strutture esterne residenziali, a vantaggio della continuità terapeutica e della prossimità assistenziale sul territorio». Gestire i pazienti nei reparti ospedalieri permette anche un maggior coinvolgimento delle famiglie e una migliore integrazione ta i vari livelli di cura, dall’ambulatorio, al day hospital al ricovero».
Le possibili cause dei DCA
Bambini e adolescenti crescono molto prima e molto più in fretta – spiega Champrétavy -.
Il corpo e l’identità cambiano in una età già complicata. Prevale il desiderio di essere accettati, di conformarsi al gruppo dei coetanei.
Il corpo è in esposizione continua e certamente i social e certi modelli che esaltano alcuni cibi e la perfezione dei corpi non aiutano, contribuendo a generare una dispercezione corporea che si manifesta molto precocemente».
Come contattare l’ambulatorio
Per contattare l’ambulatorio è possibile telefonare in segreteria, tutti i giorni, dalle 9 alle 15, al numero 0165-544692, oppure prenotare la prima visita attraverso il CUP.
(c.t.)