Maxi incendio ad Aymavilles: il paese il giorno dopo il rogo
Nella località della Grand Paradis si fa la conta dei danni e non si parla d'altro
«Qui nessuno ha dormito questa notte». Il giorno dopo il maxi incendio, ad Aymavilles la vita prova a tornare a scorrere normalmente. Non si può far finta di nulla, però. I segni sono ancora ben visibili. Nelle case distrutte di La Camagne, in modo particolare. Ma anche il resto del paese porta ancora i segni dell’inferno vissuto, con le fiamme che nella notte sono state decisamente ridotte. In paese, inevitabilmente, non si parla d’altro.
Le testimonianze da La Camagne
A La Camagne si fa la conta dei danni (su AostaTV il servizio completo).
Valentino Savioz, amareggiato, pensa che la sua casa si sarebbe potuta salvare, nonostante il fuoco fosse salito in un muro di fiamme dal bosco proprio davanti la sua abitazione. «Quando sono arrivate le fiamme c’ero io, mia moglie, proprietaria della casa, e la cugina – dice -. Sono stato qui tutta la notte. Con la girandola del giardino ho provato a spegnere il piccolo tetto».
Alex Parleaz aggiunge: «Ieri pomeriggio sono uscito da lavoro e in ferramenta mi hanno detto, “hai visto c’è il fuoco vicino casa tua”. Son corso qui su ad aprire le girandole, e a salvare le mucche e i cani. Il resto è tutto distrutto. È successo tutto in 10 minuti».
Aymavilles la mattina dopo il maxi incendio
Nei bar si parla solo di quanto è successo. «Questa notte è stato impossibile dormire a causa del fumo», confida un giovane del paese.
«Abbiamo passato la notte in mezzo alle fiamme, è stato terribile, ringraziamo un allevatore che ha acceso l’irrigazione contribuendo a limitare i danni, nessuno ha dormito. È stato angosciante». A parlare è una donna residente a Pont d’Aël.
«Sembrava la scena di un film, abbiamo accolto gente che non poteva salire a Cogne e non sapeva cosa fare – racconta Jean Uroni, della Vinosteria Antirouille -. Dalle 18 con il fumo era impossibile stare nel dehors e ancora oggi c’era fuliggine. Abbiamo rimandato un nostro appuntamento, ma è niente in confronto a chi ha perso la casa».
Di fronte, è stata una serata movimentata alla Maison de La Pizza. «C’è stato un po’ di caos quando ha chiuso la strada di Cogne – afferma Antonio Agostino -. C’era via vai di soccorritori e una gran puzza di fumo. Al mattino abbiamo trovato parecchia cenere, ma i vigili del fuoco sono stati bravissimi durante la notte a contenere l’incendio. Nel nostro hotel qualcuno è andato via prima, quando ha visto le fiamme, altri ne abbiamo ospitati. Nel nostro piccolo abbiamo provato a dare il nostro contributo, sia come ristorante che come albergo».
(Thomas Piccot – Arianna Papalia)