Caro-bollette e caro-carburanti: il gas scende, i prezzi no
L'allarme di Federconsumatori e Codacons per le speculazioni senza controllo che rischiano di far scivolare nella povertà tante famiglie
Un rallentamento dell’inflazione, nel 2023, ci potrà essere, ma i prezzi, in ogni caso, non caleranno più di tanto, la situazione di povertà è destinata a peggiorare e, forse, potremmo cominciare a respirare solamente a partire dal 2024.
Nonostante le confortanti notizie che arrivano dal prezzo del gas, tornato finalmente a livelli quasi umani (sotto i 70 dollari), non è sicuramente rosea la situazione delineata dalle associazioni dei consumatori rossonere all’indomani della diffusione dei dati Istat sull’inflazione
Il gas scende, i prezzi no: i dati
E proprio i numeri parlano di un aumento annuo dei prezzi dell’8.5%, ma pari a rincari per 2.103 euro a famiglia, che da un lato ci pongono in fondo alla classifica per regioni, ma dall’altro ci piazzano un po’ più su.
Il tutto mette sempre più in difficoltà le famiglie e chiama a gran voce provvedimenti risolutivi.
Prezzi al consumo, picco nel mese di aprile
L’indice dei prezzi al consumo per Aosta, infatti, fa emergere come nel mese di dicembre 2022 il caro vita sia cresciuto rispetto allo scorso dell’8,5%, mentre a livello congiunturale (rispetto a novembre 2022) dello 0,9%.
Dati alla mano è possibile osservare ormai l’andamento di tutto il 2022, segnato da picchi di forti aumenti dei prezzi nei mesi di gennaio e ottobre, rispettivamente del 2,1 e dell’1,8% (rispetto al mese precedente), e due momenti in cui i prezzi sono leggermente diminuiti, ad aprile (-0,5) e settembre (-1,1).
Per quanto riguarda la variazione tendenziale, ossia riferita allo stesso mese dell’anno precedente, gli indici sono tutti in crescita da un minimo del 5,5% registrato nel mese di aprile al picco dell’8,7% di ottobre.
Come cambiano i prezzi
Le voci che subiscono l’aumento maggiore nel mese di dicembre sono quelle relative a ricreazione, spettacoli e cultura (+3,6 rispetto a novembre e +3,3 rispetto a dicembre 2021), i servizi ricettivi e di ristorazione (+3,4 e +4,8) e le comunicazioni (+1,1 mentre nel dicembre 2021 scendevano dell’1,4).
Stabili i servizi sanitari e le spese per la salute, scendono solo i prezzi dei vizi (bevande alcoliche e tabacchi) dello 0,4 (+2,0 rispetto a dicembre 2021).
Analizzando le rispetto al mese di dicembre 2021, spicca il 35,2 di aumento per le spese di abitazione, acqua, elettricità e combustibili, del 10,30 sui prodotti alimentari e le bevande analcoliche, e del 5,6 sui trasporti.
Gas e prezzi: Codacons: «nel 2023 un rallentamento ma nessun calo»
ll Codacons Valle d’Aosta non gira troppo intorno alla questione e snocciola i dati.
Il presidente del Codacons VdA Giampiero Marovino
L’associazione rossonera, infatti evidenzia come l’aumento dell’8.5% per la nostra regione si traduca pure sempre in aumento annuo di 2.103 euro, che porta la Valle ben al di sopra dell’ultima posizione occupata a livello percentuale
.«Non c’è da stare molto allegri – esordisce il presidente del Codacons VdA, Giampiero Marovino -.
Stiamo facendo un report da pubblicare e l’inflazione del 2022, se calcolata con energia e sitema-gas, sale ben all’11.6%, ben più alta di ciò che appare. Insomma, l’aumento dei prezzi drena tutti, tanto che per una famiglia media (padre, madre e un figlio) la spesa è risultata maggiore di ben oltre 2 mila euro, che diventano quasi 3 mila con due figli a carico».
Caro-carburanti: speculazioni senza limiti
Marovino denuncia la «tanta speculazione» e si attende un segnale dal settore energetico.
Con i prezzi del gas che stanno tornando a livelli umani, infatti, il presidente del Codacons Valle d’Aosta spera in una ripercussione positiva su tutto il resto.
«A febbraio ci accorgeremo se questi auspici saranno rispettati – spiega ancora Marovino -.
Facendo una proiezione, nel 2023 l’inflazione dovrebbe scendere al 5.1%, ma possiamo parlare di un rallentamento, non di un calo dei prezzi, perché ad aumenti si sommano aumenti».
Il presidente, però, lancia l’allarme. «La situazione è complicata, perché aumenta tutto, dalle assicurazioni, ai mutui, alle commissioni bancarie – continua Marovino -. Se non si mette mano al discorso energia, i costi continueranno ad aumentare, anche se dai noi, fortunatamente, dopo la crescita tra luglio e settembre ci siamo un po’ fermati.
Servono interventi, alzando ad esempio la soglia Isee per poter accedere agli aiuti regionali, ma soprattutto ci vogliono misure dall’alto».
Marovino si congeda con un consiglio.
«Già ormai le persone si muovono in base alla convenienza e alle offerte, ovviamente coloro che possono – conclude -. Dobbiamo provare a essere consumatori accorti, un po’ come avvenuto a dicembre, dove c’è stata una contrazione dei consumi, ma anche questo non so se basterà».
Gas e prezzi, Federconsumatori: «possibili ricadute sulla tenuta sociale del Paese»
Bruno Albertinelli, Federconsumatori VdA
Vede possibili ricadute anche sulla tenuta sociale del paese il presidente di Federconsumatori VdA, Bruno Albertinelli, che per prima cosa punta il dito sul caro energia, che come dimostrato da una famiglia giunta nei suoi uffici «in un anno, nel mercato libero, si è vista aumentare del 63% le tariffe – esclama offerte con tariffa bloccata o, se si ha la possibilità, a cambiare anche più gestori. Ora i prezzi sono in discesa e vedremo cosa farà Arera per fine gennaio».
Se per Albertinelli, almeno su questo versante, si potrebbe «tornare a respirare», si parla comunque «di una situazione drammatica – esclama -, soprattutto per i nostri anziani, che per non lasciarsi debiti in materia di bollette, rinunciano a curarsi e a mangiare».
Un miglioramento sui prezzi al consumo, però, non pare dietro l’angolo.
Caro-bollette: miglioramenti possibili per la metà dell’anno
«Se ci sarà una diminuzione di gas e carburanti, forse potremo avere conseguenze positive sui prezzi per la metà dell’anno, ma il barile ha talmente tanti buchi che se cala il costo dell’energia, aumenta la benzina e quindi i trasporti – sottolinea sconsolato -.
Già ci sono meno camion in giro, perché non viaggiano più vuoti e questo, inesorabilmente, si riflette su disponibilità e prezzi».
Insomma, poco ottimismo.
«A livello accademico, si parla di una diminuzione dei prezzi non prima del 2024 – rivela -.
Nel frattempo, però, siamo a 7.5 milioni di famiglie in povertà e in tutta Italia solamente il 36% delle persone richiede l’Isee per accedere ai contributi. Dovremmo partire da questo, per provare a resistere.
Anche perché il rischio è che salti la tenuta sociale.
Ad esempio, nei condomini, alcuni morosi sono “coperti” da altri condomini, ma questo non può durare in eterno».
Soluzioni? «Servono provvedimenti per sostenere il peso delle bollette e del caro-carburanti, sospendendo i distacchi per morosità, garantendo la rateizzazione lunga e costituendo un Fondo contro la povertà energetica, per arrivare al contenimento del costo dei carburanti – conclude -.
Inoltre, bisogna combattere la speculazione, l’evasione fiscale e aumentare la tassazione sugli extraprofitti.
Poi, aspettiamo la revisione delle aliquote Iva: potrebbe far risparmiare oltre 531,57 euro annui a famiglia».
(alessandro bianchet)