Marmot Mummy Project: la marmotta del Lyskamm risale a 6600 anni fa
Le prime analisi per la datazione fanno risalire al Neolitico l'esemplare mummificato rinvenuto ad agosto sulla parete Est del Lyskamm
Marmot Mummy Project: la marmotta del Lyskamm risale a 660o anni fa.
L’esemplare di marmotta rinvenuto ad agosto sulla parete Est del Lyskamm, a quota 4300 metri risale al Neolitico, 6600 anni fa.
Lo ha svelato la datazione calibrata al radio carbonio.
L’attendibilità del risultato, pari al 95,4%, attesta l’eccezionalità del dato che colloca la mummia del Lyskamm tra il 4.691 e 4.501 a.C.
La marmotta mummificata era stata ritrovata da Corrado Gaspard, 47 anni, guida alpina della Società Guide del Cervino che tra l’altro, insieme alla moglie, si è occupato di recuperare la marmotta dalla parete del Lyskamm perchè potessero essere effettuati i necessari studi.
Marmotta del Lyskamm: collaborazione con Eurac e Stati Uniti
A seguito del recupero, il Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan ha avviato una collaborazione con l’Istituto per lo studio delle mummie dell’Istituto di ricerche Eurac di Bolzano con il quale sono state definite le prime attività di ricerca e le modalità di conservazione più opportune.
Un campione di costole dell’animale è stato inviato a un laboratorio specializzato negli Stati Uniti per la datazione al radiocarbonio (14C).
I dettagli scientifici della scoperta saranno illustrati la prossima settimana nel corso del XXXI Congresso dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, che si terrà ad Aosta da mercoledì 19 a venerdì 21 ottobre.
La marmotta: il progetto Marmot Mummy Project
Il reperto è conservato alla sede operativa del Museo, a La Salle, in una conservation soft box (CSB), un sistema passivo che assicura il mantenimento dell’esemplare in condizioni ottimali.
La preparazione del box dove verrà conservata la marmotta
I risultati sulla datazione permettono ora di definire meglio il progetto di studio, denominato Marmot Mummy Project, per acquisire informazioni sul reperto stesso, la sua alimentazione, la caratterizzazione genetica, la collocazione nel periodo storico, i dati geologici e tante altre valutazioni.
Secondo il presidente della Regione e assessore ad interim all’Ambiente, Trasporti e Mobilità sostenibile, Erik Lavevaz, «la scoperta, resa possibile dall’attenzione verso il territorio di chi lo vive con professionalità e sensibilità, valorizza il ruolo del Museo regionale di Scienze naturali.
Entro fine anno la nuova sede espositiva nel Castello di Saint-Pierre aprirà le porte, con gli allestimenti che sono ora in fase di completamento: alle tante attrattive già presenti, in futuro, la marmotta del Lyskamm potrà essere aggiunta come simbolo e principale elemento di richiamo».
(re.aostanews)