Trasporto pubblico: corse ridotte a causa autisti No Vax
Le soppressioni vedono Arriva Italia srl attestarsi a circa il 17,78%, Vita a circa il 5,89 %
Trasporto pubblico: corse ridotte a causa autisti No Vax. E’ quanto emerso in Consiglio Valle nella risposta del presidente Erik Lavevaz a un “question time” di Chiara Minelli (Progetto Civico Progressista) e a un’interpellanza di Andrea Manfrin (Lega) che chiedevano conto della soppressione di molte corse.
I dati
«Le aziende hanno avuto grandi difficoltà per organizzare i turni di lavoro. Organizzare i tamponi per i non vaccinati non è semplice anche a causa delle distanze», ha spiegato Lavevaz. Secondo i dati forniti in aula le soppressioni vedono Arriva Italia srl attestarsi a circa il 17,78%, Vita a circa il 5,89 %. La Società Cooperativa Svap ha reso integralmente il servizio, anche se con frequenze inferiori su alcune linee, in particolare della Navetta verde e dell’autolinea 3, sospendendo il 7,82% delle corse.
«L’assenza di autisti perché non vaccinati si colloca in un contesto già critico, perché in tutta Italia mancavano già gli autisti prima dell’obbligo del green pass», ha aggiunto Lavevaz.
Per risolvere i problemi Lavevaz ha proposto al governo nazionale «una sensibilizzazione ulteriore: ho avuto un’interlocuzione con la ministra Lamorgese, chiedendo di intervenire verso le ditte” per convincere gli autisti a vaccinarsi».
Un’altra possibilità, più complessa, è stata la proposta per «le ditte più grandi di strutturarsi per fare i tamponi in azienda. Ma lavorano su turni di 24 ore e anche i tamponi diventano difficili».
Infine Lavevaz, nell’ultima seduta della Conferenza delle Regioni, ha proposto «l’ampliamento dell’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori coinvolti nei servizi essenziali, che è stato in parte recepito, ma non ancora per il trasporto pubblico locale».
Le repliche
Manfrin si è detto insoddisfatto: «La soluzione che propone il Presidente è solo quella di sensibilizzare gli autisti nei confronti del vaccino. Alle persone che si vedono cancellare 18 corse in un giorno, questa sua proposta non può essere sufficiente. È opportuno fare ragionamenti diversi prendendo spunto dagli accordi di cui si è parlato in piena pandemia: io credo che sia necessario ripensare il servizio e non solo sostituire gli autisti, convocando tutte le aziende che si occupano di trasporti (noleggio con conducente, taxi…) e che fino ad ora non sono state coinvolte. Questo per dare continuità al servizio.»
Minelli ha fatto notare che «sono state soppressi due autobus su tre e di fatto le corse in partenza da piazza Manzetti, il che crea enormi problemi. Le aziende di trasporto sono le uniche che hanno continuato ad avere lavoro e hanno recuperato quanto perso, grazie ai contributi statali: io credo, anche alla luce di questo, che si possano immaginare altre soluzioni, che non siano solo azioni di sensibilizzazione».
(re.aostanews.it)