Geenna, Saint-Pierre si costituisce parte civile
L'atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale riunitosi ieri sera; astenuti i consiglieri di minoranza Michel Luboz, Alessia Favre e Cinzia Joris
Nell’inchiesta Geenna il Comune di Saint-Pierre ha deciso di costituirsi parte civile.
Il Consiglio comunale, riunitosi mercoledì sera, ha approvato l’atto di indirizzo che incarica il sindaco Paolo Lavy di «valutare le modalità per procedere ai fini della costituzione del Comune di Saint-Pierre quale parte civile nel giudizio penale dall’operazione Geenna».
Il passaggio in Consiglio comunale arriva dopo un primo mandato della giunta, a inizio ottobre, e un passaggio nella commissione consiliare del 13 novembre.
Il sindaco Paolo Lavy aveva annunciato l’intenzione di portare l’atto nell’assemblea civica per «una massima condivisione».
Cosa che però è mancata.
Il mandato al sindaco è infatti passato a maggioranza con 13 voti favorevoli e 3 astenuti.
Le premesse
Il sindaco ha ricordato i vari passaggi che hanno portato all’atto in esame: le discussioni in giunta, la risoluzione approvata il 5 febbraio che dichiarava «l’estraneità di questa amministrazione comunale da qualsiasi organizzazione malavitosa», i contatti «presi a livello personale, con l’avvocato penalista di Torino, Giulio Calosso», i consigli ricevuti dal professionista.
«Costituirsi parte civile ha un significato simbolico e politico, il Comune assume una posizione di legalità ed è utile eventualmente, sempre nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, per il riconoscimento del danno d’immagine – ha precisato Lavy -. Questioni che sono state dibattute nella commissione consiliare del 13 novembre, che ha dato parere favorevole. Erano assenti i due componenti della minoranza. Per una massima condivisione avevo informato tutti i consiglieri della riunione della commissione e qualcuno ha assistito al dibattito. Auspico che il documento possa essere votato all’unanimità».
Le motivazioni della minoranza
Da sinistra Cinzia Joris, Alessia Favre, Michel Luboz, Andrea Sapegno e Chiara Dell’Innocenti
«Volevi un dibattito, e noi dibatteremo» ha esordito la capogruppo di minoranza, Alessia Favre.
«Come sempre non ci è piaciuto l’iter, Paolo. Ti riempi la bocca di “condivisioni”, ma l’unica vera condivisione arriva il 13 novembre con la convocazione in commissione. Il metodo non ci piace. Hai agito a titolo personale, come tu stesso hai detto: sei stato incaricato dalla giunta, hai preso contatti e come mai un solo avvocato? Un solo preventivo? Come possiamo dire che quel preventivo è congruo e vantaggioso?».
Favre incalza «avrei preferito sentire l’avvocato piuttosto che te che riporti le cose come ti sembra di averle capite» e poi «parli di un atto simbolico e politico. Questa è la vostra scelta politica, non la nostra e il piano personale non può essere scisso da una scelta simbolica».
«Parli di un danno d’immagine alla comunità data dall’eco mediatica – aggiunge la consigliera -, mi chiedo se siamo noi a dover dire che la comunità si è sentita lesa da tutta questa vicenda o piuttosto se si sia sentita lesa dal nostro silenzio su questa vicenda, dal nostro voltar le spalle».
«Io non darà il mandato a te. Forse avremmo dovuto tutti fare un passo indietro e consegnare le chiavi del Comune a gennaio. La presa di distanza, la nostra estraneità l’abbiamo già dichiarata con la risoluzione di febbraio, un documento in cui abbiamo trovato una sintesi ed espresso un concetto importante, il garantismo. Garantismo significa aspettare passivamente l’esito. Questo è quello che voglio fare io».
«Non mi vergogno per quello che è successo, ma per come ci siamo comportati noi in tutti questi mesi, senza mai affrontare l’argomento se non davanti ai media».
Dello stesso tenore l’intervento della consigliera Cinzia Joris. «Questo passaggio in Consiglio comunale è inutile e poteva essere evitato. Mi sento presa in giro per essere chiamata a discutere di una decisione già presa. Questa è fuffa, è vento. La mia astensione è il riconoscimento definitivo che in questa legislatura voi non ci avete mai considerati. Ritengo che ogni responsabilità di come siano state gestite le cose sia interamente vostra».
«Siamo tutti a favore della legalità – chiarisce Joris -, altrimenti non saremmo seduti qui, ma questo percorso poteva finire con quel documento condiviso di inizio febbraio. Perché siamo una piccola comunità, per una famiglia e chi ci sta attorno, perché i processi si fanno sui giornali e bisognava evitare di mediatizzare il più possibile la vicenda, per questo avrei evitato questo passaggio in Consiglio comunale»
«Io faccio un passo indietro, fate voi. Il mio nome accanto al vostro non ci sarà mai più in nessun provvedimento» conclude Joris.
Anche il consigliere Michel Luboz si astiene bacchettando il metodo, l’iter e lo scarso tempo a disposizione su una questione così delicata «non mi sento di darvi questo mandato».
I consiglieri Andrea Sapegno e Chiara Dell’Innocenti evidenziano le lacune del modus operandi del sindaco e la mancanza di ulteriori preventivi, ma entrambi votano a favore del provvedimento. «È un ulteriore posizione di legalità dell’ente, del Consiglio comunale e dei cittadini, con la risoluzione si era espressa estraneità, questo è un atto giuridico, per questo il mio voto è favorevole» dice Sapegno.
«Condivido le perplessità espresse dai colleghi – aggiunge Dell’Innocenti -, se avessimo avuto modo di confrontarci con il legale prima saremmo venuti qui più sereni, ma credo sia importante ribadire la nostra posizione di legalità».
La replica del sindaco
«Prendo atto del fatto che il metodo non sia piaciuto – replica il sindaco Paolo Lavy -, pensavo che la commissione potesse servire per chiarimenti e dibattito, ok per gli assenti, ma nemmeno dopo mi sono arrivate richieste di approfondimento».
«Ammetto di essermi mosso in modo totalmente autonomo, ma questo è un atto del sindaco e credo di poter aver un po’ di discrezionalità in questo senso. Mi sono rivolto a un avvocato di Torino perché il processo si terrà lì, il suo nome mi è stato suggerito da un legale di fiducia, dopo un primo contatto mi ha fatto una buona impressione e mi sono fermato lì».
Il sindaco aggiunge: «Siamo qui per decidere se costituirci o meno parte civile. L’avvocato dice che non farlo sarebbe imbarazzante, così come sarebbe imbarazzante che in Consiglio ci fossero astensioni o voti contrari. Ognuno si assume le proprie responsabilità con il voto in questo sede».
(erika david)