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La posta dei lettori, filo diretto con il direttore






Il 01-10-14 il lettore scrive:

Vallée d'Aoste Calcio, mancanza di chiarezza
Buongiorno, poco più di un mese fa la Società Valleè d'Aoste Calcio diede la notizia che il sottoscritto Curletti Marco, Preparatore Atletico Professionista, sarebbe stato il Preparatore Atletico della squadra di Serie D. In effetti, coinvolto da un famoso Medico Sportivo di importanti Società Professionistiche, ho accettato ed ho provato a dare consigli (come richiestomi dal Presidente Dott. Musso, in virtù dell'esperienza maturata per molti anni nel calcio professionistico, come potrete valutare dal mio C.V. in allegato) oltre all'impegno profuso sul campo. Il problema di fondo è che la squadra è stata allestita in malo modo; partenza ritardata della preparazione (il sottoscritto non era presente avendo iniziato sul campo solamente il 26 agosto); composizione iniziale della squadra di soli giovani; arrivo alla spicciolata ed in ritardo di giocatori con problematiche varie (mancato permesso di tesseramento perché proveniente da federazione straniera per un soggetto; arrivo dopo operazione al tallone e sola fisioterapia per un altro soggetto per il quale avevo preventivato, in presenza di molti, un lungo rodaggio, escluso ogni piccolo problema, poi verificatosi; arrivo di altri due soggetti in evidente ritardo di preparazione con la possibilità, evidenziata, di esposizione ad infortuni, poi verificatisi, ecc. ). In data 26 settembre, dopo la seduta di allenamento pomeridiana, ho comunicato alla Società che non avrei continuato il rapporto in quanto non vedevo (e non vedo) i presupposti per poter lavorare in modo professionale, affermando inoltre che, dopo un'eventuale altra sconfitta (poi verificatasi) contro la Caronnese, non avrei ritenuto giusto (vista la sua competenza e professionalità) vedere allontanare il Mister Giampaolo. A tale affermazione mi è stato risposto che mai avrebbero allontanato l'allenatore (chi ha pronunciato questa frase, con onestà, potrebbe confermarlo); ovviamente l'allenatore è stato allontanato, fra l'altro facendo dare la comunicazione da un persona fuori sede, poiché altri (....) non avevano il coraggio di farlo (e chi ha fatto la chiamata, con onestà potrebbe confermarlo). Gradirei che si potessero portare alla luce queste cose per evidenziare la scarsa esperienza di chi è deputato a gestire la massima espressione calcistica della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
In attesa di sicuro riscontro, vi invio i miei più cordiali saluti.
Marco Curletti



Il direttore risponde:

Gentile preparatore, che dire? Da uomo di calcio anche io come sono non posso che essere rattistrato per come sta andando la stagione del Vallée d'Aoste. Proprio perché qualcosa ne capisco, la penso come lei: non si può addossare la colpa di un avvio tanto terribile a un allenatore se la squadra è stata - e forse lo è ancora - un cantiere aperto quando le altre compagini si stavano preparando al campionato già da diverso tempo. Il Vallée d'Aoste è partito in ritardo per suoi problemi dei quali non entro nel merito, ma proprio per questo i dirigenti avrebbero dovuto sapere (e fidarsi di professionisti come lei) che non si poteva pensare a un avvio tanto diverso, visto che la serie D è un campionato professionistico a tutti gli effetti e non il torneo delle parrocchie.



Il 29-05-14 il lettore scrive:

La politica dei cama-leoni

Fa sorridere la posizione del Presidente UV, Ennio Pastoret, che si scopre, in queste ore, grande sostenitore del PD, per l'inizio di un "nuovo percorso" politico, che evidentemente oggi fa gola per recuperare i numeri perduti e mantenere a tutti i costi il potere. Il PD, Renzi, e un centro sinistra che ora piacciono tanto a Pastoret & C., decisamente di più di quando, nel 2010, in tanti alzarono la mano, - Pastoret compreso - per votare a favore dell'illuminato accordo con il PDL, che avrebbe dovuto coprire la Valle d'Aosta d'oro, e i cui risultati sono invece oggi sotto gli occhi di tutti. Accordo scellerato che portò l'UV a destra, segnando l'inizio del nostro allontanamento dalla linea del Movimento, che vide poi la nascita dell'UVP.
Una repentina inversione di marcia che ha dell'incredibile e che per certi fa tenerezza, soprattutto se si pensa ai violenti attacchi di questi mesi nei confronti del progetto delle forze di opposizione. Un progetto dei 17, di forte rottura con questo sistema, con visioni nettamente diverse su metodi, contenuti e gestione della Valle d'Aosta, sfociato nel documento della Renaissance, i cui punti sono per noi irrinunciabili. Siamo alla politica della disperazione e dell'essere pronti a qualsiasi azione pur di non perdere il potere e le poltrone, evidentemente unico modo, per loro, per mantenere consenso. Un vecchio modo di fare politica, nel dire tutto ed il contrario di tutto a distanza di poco tempo pur di stare a galla, che predilige la scaltrezza piuttosto che la coerenza, e che distingue, in questi passaggi, leoni da cama-leoni.
Laurent Viérin, Jovencan





Il 29-01-14 il lettore scrive:

Riflessioni sulla Foire_*

La Fiera di Sant’ Orso si avvicina e tonnellate e tonnellate di rifiuti indifferenziati, composti in prevalenza di rifiuti differenziabili (plastica, vetro, organico) stanno per essere prodotti nei prossimi 30 e 31 gennaio.
Come cittadina vorrei fare appello a tutte le Proloco, a tutti gli operatori commerciali e a tutti i cittadini valdostani affinchè questi 2 giorni possano essere, oltre che una bellissima festa della tradizione valdostana, anche un cambio di marcia delle abitudini e consuetudini in tema di riciclo e buoni comportamenti.
Così come durante l’estate per sagre e veillà, mi piacerebbe che anche la Fiera di Sant’Orso potesse fare un salto di qualità ed essere rivista in funzione del produrre meno rifiuti indifferenziati per limitare i danni ambientali.
In quest’ottica, confidando nel senso civico di tutti noi, mi auspico che tutti gli operatori coinvolti nella grande organizzazione della centenaria Foire de Saint Ours, possano contribuire con maggiore sforzo organizzativo rispetto al passato, ad attuare il primo passo verso il cambiamento.
I rifiuti differenziabili costituiscono risorsa economica e gettarli via è un grande spreco di denaro, senza contare che la nostra discarica si sta riempiendo velocemente a causa dell’immobilismo del Governo regionale che non ha ancora attuato soluzioni alternative all’incenerimento.
Voglio dunque fare appello al senso civico di ogni valdostano, con la consapevolezza che il cambiamento parte da ciascuno di noi.
“Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere” Mahatma Gandhi.
Buona Foire a tutti.
Federica Rinaldi



Il direttore risponde:

Cara lettrice,
magari! Lei fa appello al senso civico delle persone. Purtroppo, è proprio qui che casa l'asino. Infatti, di senso civico ne abbiamo pochino. Ma speriamo bene.



Il 25-01-14 il lettore scrive:

Veillà di Sant'Orso, cantine non a norma

Nei giorni 30 e 31 gennaio si svolgerà la tradizionale fiera di Sant'Orso e nell'occasione si promuovono le cosiddette cantine storiche che aprono al pubblico dove può degustare spuntini anche a base di piatti caldi.
Sorge spontaneo domandarsi come si possa permettere ai proprietari e gestori di questi locali di somministrare alimenti previa loro cottura che avviene utilizzando stufe a gas nel sottosuolo della città di Aosta. Senza contare il grave pericolo per l'incolumità pubblica in caso di incendio o di calamità naturale, ipotizzando la cosiddetta fine del topo.
Noi ristoratori che siamo puntualmente controllati a 360 gradi dobbiamo rispettare le norme e le regole vigenti, mentre per queste attività che attirano numerose persone inconsapevoli dei rischi che corrono, non vengono applicate le stesse leggi, anzi, gli organizzatori della manifestazione incentivano a frequentarle. Complimenti e speriamo che non succeda.
Comunque, perché non chiedete al presidente del club Les Gamolles come mai quest'anno non aprono la loro cantina sotterranea? Forse non trovano chi vuole esporsi ad eventuali responsabilità civili e penali,oppure i proprietari volevano tutelarsi anche loro?
(alcuni ristoratori di Aosta)



Il direttore risponde:

Per fortuna negli anni non è mai successo niente di grave. E' chiaro che se consideriamo questi locali (privati) alla stregua di quelli pubblici, ci si rizzano i capelli. Ma proprio perché sono luoghi privati, con accesso limitato agli invitati o comunque in qualche modo regolamentato, non vedo perché demonizzare questa tradizione. Non mi risultata che vengano cotte pietanza sul posto, fianco a fianco con moltitudine di commensali. Approfondirò questo aspetto.
Per quanto riguarda Les Gamolles, io ho abitato al primo piano di quello stabile per diversi anni, e devo dire che, al di là dei comprensibili baccano e via vai nella serata/notte della veillà e dell'odore del vino che trasudava dalle pareti ben oltre una settimana dalla conclusione della festa, grandi disagi non ne ho mai patiti.
Comunque, abbiamo chiesto a Les Gamolles perché non apriranno la cantina. Risposta del presidente Marco Albarello: avevamo pensato a una edizione ridotta, con festa aperta ai soli invitati, ma non ci siamo messi d'accordo con i proprietari, così dobbiamo rinunciare.
Gentili ristoratori, forse avete ragione voi sulle cause del mancato accordo (proprietari timorosi per eventuali incidenti). Legittimo. Non cambio, però, il mio giudizio generale su questa bella tradizione, che forse si è un po' troppo allargata, questo sì.
Vi saluto



Il 11-01-14 il lettore scrive:

Professionalità e umanità agli ospedali di Aosta

Egregio direttore,
mi sento in dovere, e non sarei in pace con me stesso se non lo facessi, di segnalare l’eccellenza degli Ospedali del Sistema ASL di Aosta in occasione di un evento recentemente occorsomi.
Mercoledì mattina, 1 gennaio 2014, ho avuto un malore ed i miei parenti hanno chiamato il 118 di Morgex per venirmi a prendere a Courmayeur-Dolonne.
Sono accorsi subito e l’infermiere, Iuri, ha immediatamente predisposto per il trasporto al Pronto soccorso dell’Ospedale Parini di Aosta, dove la dottoressa Venturi ha prestato la sua pronta assistenza, con competenza e umanità.
Il giorno dopo ha proseguito la sua opera,con grande professionalità, la dottoressa Billeci, che ha predisposto, dopo aver visto gli esami, di ricoverarmi all’Ospedale BeauRegard, Sezione Geriatria dal Dr.Vezzari.
Cosa posso dire per non ripetermi? Il Dottore è stato gentile e professionale, sottoponendomi a tutta una serie di controlli ed esami. Attento e premuroso tutto lo staff infermieristico (uno per tutti ricordo l’infermiera Lourdes), così come perfetta l’organizzazione tutta!
Vorrei chiudere affermando che il Reparto Geriatria Acuti del P.O. Beauregard di Aosta è un esempio di come dovrebbe essere assicurata l’assistenza sanitaria ad un cittadino italiano. Io e tutta la mia famiglia siamo profondamente grati per aver potuto sperimentare una tale struttura.
Il sistema sanitario nNazionale dovrebbe far fare uno stage ai responsabili, presso questi ospedali, per poterli uguagliare!!!
Quando leggerete questa mia lettera, ditelo a tutti!!!
Vi ringrazio per l’attenzione e vi invio i miei più cordiali saluti.
Ettore Colzani, Milano



Il direttore risponde:

Gentile lettore, sono felice che per lei si sia risolto tutto per il meglio.



Il 31-12-13 il lettore scrive:

Buongiorno, con la presente desidero denunciare una situazione
incresciosa che mi è capitata oggi nella rinomata località di Courmayeur.
Sto passando con la mia famiglia qualche giorno di vacanza in questa
amena località di montagna . Era mia intenzione sfuggire dal caotico
traffico di Milano per passare qualche giornata rilassante. Ho trovato
un simpatico appartamento al Verrand, stupenda frazione di Pré Saint Didier.
Visto l’estremo caos (forse il traffico di Milano è inferiore) e
l’estrema difficoltà a parcheggiare, e per evitare di incrementare il
già elevato inquinamento dovuto alla presenza degli innumerevoli SUV,
Maserati (anche nella zona pedonale)e quant’altro ho deciso con la
famiglia di utilizzare i mezzi pubblici.
Quindi domenica mattina quattro passi fino in paese e primo tentativo di
ritorno al Verrand con il Bus. Il Pulmann atteso alle 11,36 non è mai
arrivato , e solo dopo 40 minuti di attesa siamo riusciti a partire. Ho
chiesto all’autista se fosse saltata una corsa e questi mi ha risposto ,
come fosse normale, “potrebbe essere”.
Pomeriggio, secondo tentativo. Aspetto il bus delle 16,30, sempre per
tornare al Verrand, in piazzale Monte Bianco, con il mio bimbo di 4
anni, e con me molte altre persone, compresa una coppia con un signore
anziano disabile. Dopo 40 minuti al freddo ancora nessun bus
all’orizzonte. Essendo vicino all’assideramento decido di prendere mio
figlio in braccio e di farmi il percorso a piedi. E stessa cosa ha
dovuto fare la coppia, prendedosi l’anziano disabile sotto braccio.
Per due volte nello stesso giorno bus saltati, ritardi indescrivibili su
di un percorso di un paio di chilometri, insomma una situazione da
profondo sud nella nordica e autonoma Valle d’Aosta.
Ritengo questa situazione, che evidenzia una scarsa professionalità e
organizzazione dei dirigenti della società di trasporti, veramente
inaccettabile e mi auguro che la SAVDA e il comune di Courmayeur
possano prendere dei provvedimenti per risolvere queste spiacevoli
situazioni.
Cordiali saluti,
Stefano Romagnano Lainate (Mi)



Il direttore risponde:

Sfortunato lettore,
non c'è giustificazione per un disservizio simile. I recenti tagli hanno ridotto il numero delle corse dei mezzi dei servizi pubblici. Il problema è che i nuovi orari non sono stati comunicati per tempo. Altro problema, il traffico esagerato durante le vacanze di fine anno, che ha creato problemi al sistema dei trasporti pubblici.
La saluto



Il 03-12-13 il lettore scrive:

Gentile redazione, nessun commento sulla sentenza della Consulta che dichiara incostituzionale la legge referendaria?



Il direttore risponde:

Gentile lettore,
premetto che non sono un costituzionalista e, anche se lo fossi, ho l'impressione che la discussione sarebbe aperta, perché sappiamo bene in Italia quanto le nostre leggi si prestino a svariate interpretazioni.
Non mi meraviglio della sentenza, perché in Italia lo smaltimento a caldo dei rifiuti è permesso, pertanto fare una legge (locale) che lo vieta e che "scavalca" una legge nazionale non è concesso.
I valdostani, però, hanno deciso di non volere il pirogassificatore. Se secondo la Consulta per legge non si può impedire la costruzione di un inceneritore o di un pirogassificatore, la Valle d'Aosta può ugualmente rispettare la volontà espressa il 18 novembre 2012 e, quindi, procedere con tutte quelle azioni necessarie per avvicinarci il più possibile alla situazione ottimale rappresentata da "Rifiuti Zero".
E a dirlo, è uno che al Referendum è andato a votare e ho votato per la costruzione del piro.
La saluto

Le opinioni di Gazzetta Matin
Alle prossime elezioni regionali per chi voteresti?
Alpe
Altra Valle d'Aosta
Edelweiss Popolari Autonomisti Valle d'Aosta
Movimento 5 Stelle
Lega Nord
Partito Democratico
Pour Notre Vallée
Stella Alpina
Union Valdotaine
Union Valdotaine Progressiste
Altro
Non andrò a votare
La foto del giorno

<p>25 anni fa, la strage di Capaci che costò la vita a Giovanni Falcone, alla moglie e ai tre uomini della scorta</p>

25 anni fa, la strage di Capaci che costò la vita a Giovanni Falcone, alla moglie e ai tre uomini della scorta



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